Mer. Ott 4th, 2023
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A 12 mesi dalla stampa del numero 0, ci troviamo qui a celebrare (momentaneamente) il nostro ultimo numero stampato.
Il numero 12 arriva dopo un anno di impegno e sacrifici da parte di questa redazione, che è riuscita a portare a termine questo impegno in lunghi mesi che hanno visto disattese tutte le richieste poste all’attuale amministrazione comunale di Ugento. Abbiamo provato a mandare inviti per i nostri programmi, ignorati o disattesi, abbiamo protocollato richieste ufficiali avanzate a nome della nostra associazione, ma anche in questo caso abbiamo trovato un insormontabile muro fatto di silenzio. Ed è così che le nostre richieste giacciono in un cassetto senza risposta da ormai 9 mesi, nonostante la legge ne prescrive la risposta entro il termine di 60 giorni.
Richieste intestate al sindaco di Ugento, che fino ad ora mai si è degnato di poter dare una risposta a quelle che, non solo secondo noi, sono più che legittimi dubbi.
Poi c’è la questione della chiusura del gruppo WhatsApp delle associazioni del nostro paese, un fatto che a mio modo di vedere non può ancora una volta essere archiviato come una semplice imprudenza, ma deve rappresentare l’ennesimo campanello d’allarme che ci mette di fronte ad una realtà che sta mortificando e lentamente asfissiando la rete sociale del nostro paese.
Con quest’ultimo numero proviamo dunque ad alzare l’asticella della provocazione politica, con una copertina che in molti potranno giudicare fuori luogo, ma che vuole solamente riuscire a farci pensare attraverso la sottile lama della satira, nella speranza di riuscire ad ottenere finalmente delle risposte che non solo noi attendiamo.
Dunque non devono far arrabbiare i nostri fotomontaggi, quanto più riflettere su una situazione grottesca che vede il nostro paese ancorato a usanze e tradizioni medioevali. La bandiera blu, il museo, le luci spente e quelle natalizie non sono altro che polemiche nate dalla totale assenza di comunicazione da parte di chi ci amministra, convinti che il dover dare conto alla cittadinanza sia un mero esercizio di stile.
Ma le reazioni sui social, che iniziano a trabordare anche nella vita reale, dimostrano che qualcosa sta cambiando, anche nella richiesta di democrazia da parte dei cittadini di Ugento. Le recenti polemiche sulle luminarie natalizie non è che l’ultima occasione in cui questa amministrazione non è riuscita a spiegare le proprie intenzioni in modo puntuale, generando un’orda di proteste basate più che altro sull’attesa che ognuno di noi aveva di fronte ad un così cospicuo budget investito.
Sarebbe bastata una lettera pubblica per annunciarlo e disinnescare ogni polemica, si è scelto, invece, ancora una volta il silenzio.
Il silenzio, quello che si sente nei vuoti pomeriggi di una Piazza Italia ormai deserta. Il silenzio, quello riecheggia tra i fischi del vento lungo i vicoli del nostro borgo abbandonato. Il silenzio delle persone per bene, che prima o poi diventerà disgusto.
Ma visto che è natale, caro babbo pensaci tu a farci un regalo, portaci un nuovo sindaco, solo tu puoi farlo.

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Azzurra torre san giovanni

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