I soldi servono a speculare

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George Bernard Shaw, famoso commediografo irlandese tra i fondatori della London School of Economics di Londra, negli anni ’30 diede un consiglio ai risparmiatori: “Dovete scegliere tra il concedere la vostra fiducia alla solidità dell’oro o all’onestà e all’intelligenza dei governanti. Con il dovuto rispetto per questi signori, vi consiglio, finché dura il sistema capitalista attuale, di scegliere l’oro”. Ancora prima di lui, nel 1931 con Pio XI che nella Quadragesimo anno lamentava che nonostante fossero trascorsi 40 anni dall’enciclica Rerum Novarum, non fosse stato ancora attuato il saggio consiglio di Leone XIII: per ottenere finalmente giustizia sociale nel mondo c’era bisogno di una stretta alleanza tra capitale e lavoro. Constatiamo giornalmente i facili guadagni di strette nicchie di personaggi che approfittano della politica e della burocrazia, sfruttando il lavoro di tanti padri di famiglia che pur di portare il pane a casa sono costretti a turni ed orari di lavoro massacranti. Malpagati e addirittura “assicurati” per mezza giornata. Tanto si usufruirà della “disoccupazione” durante i mesi invernali o del reddito di cittadinanza, pagati con i soldi di tutti i contribuenti. Continuando come spesso accade a fare lavori in nero. Del resto, queste persone devono pur continuare a sopravvivere. 

Assistiamo agli effetti del capitalismo dei “facili guadagni”, che l’anarchia del mercato apre a tutti, allettano moltissimi allo scambio e alla vendita, e costoro unicamente agognano a fare guadagni pronti e con minima fatica. Con la sfrenata speculazione fanno salire e scendere i prezzi secondo il capriccio e l’avidità. Con tanta frequenza mandano fallite tutte le sagge previsioni dei produttori e sotto la coperta di una società che chiamano anonima si commettono le peggiori ingiustizie e frodi. Se quel che più conta, l’intelligenza, il capitale e il lavoro non si associano, quasi a formare una cosa sola, l’umana attività non può produrre i suoi frutti. Si trascura che nel frattempo il prezzo dell’oro è “esploso” da 35 a circa 2.000 dollari e nel primo semestre di quest’anno i contratti sui “derivati” options e futures nelle Borse mondiali sono stati circa 40 miliardi (non di dollari o di euro, ma come numero di contratti!). Sono operazioni finanziarie speculative e molto rischiose, che nulla hanno a che vedere con l’economia reale. Shaw avrebbe detto: ma che vadano a giocare al Casinò e non sui mercati finanziari! In effetti con gli argomenti seri non si gioca. 

Non c’è dubbio che lo sviluppo economico nel mondo occidentale abbia tuttavia fatto passi da gigante, ma viviamo sempre sotto la spada di Damocle della scarsa intelligenza, competenza e onestà dei governanti, che non sono ancora riusciti a capire l’inutilità e la pericolosità del capitalismo “stile Las Vegas”. E peggio ancora, non è stato fatto niente per evitare tutto ciò portando alla distruzione della coesione sociale ed all’aumento delle disuguaglianze. Il “salvabile” è dovuto alla straordinaria creatività, competenza e capacità di lavoro dei piccoli produttori, che con sacrificio e passione riescono a distinguersi non riuscendo purtroppo a frenare l’avanzata dei grandi pericoli causati dalla scarsa capacità di buona gestione dei governanti. La loro incompetenza talvolta si unisce al loro ambizioso egoismo e alla loro disonestà. Occorre avere ben chiara la funzione economico-sociale del credito bancario e dell’impresa privata, disprezzando il capitalismo speculativo. I tempi si presenteranno difficili, anche perché le banche centrali stanno percorrendo la strada dell’aumento del costo del denaro. Chi accenderà un mutuo per comprare casa pagherà più interessi rispetto agli anni scorsi. Il tempo del denaro a basso costo sembra volgere al tramonto sebbene siano stati più lo strumento di un capitalismo speculativo perché a partire dal 2008, la moneta, con i tassi di interesse portati a zero e per diversi anni con valori negativi, è stata creata dal nulla (fiat money – sia moneta!). Una ricchezza artificiale creata dalla firma digitale dei banchieri centrali e non dall’economia reale (economia collegata alla produzione e alla distribuzione di beni e servizi: imprese, merci prodotte, terreni, immobili e tutti i beni connessi alla produzione nonché i fornitori di servizi). Per varie ragioni non sono state messe fuori legge le cripto valute, ossia le monete “nascoste”, soprattutto al fisco, create da chiunque desideri crearle senza alcuna autorizzazione e controllo delle istituzioni pubbliche. Pura follia, che ha già causato centinaia di miliardi di perdite a risparmiatori sprovveduti e agli Stati per mancate entrate fiscali. L’euro (i nostri soldi) non è affatto stabile, mentre il dollaro è forte solo in virtù della potenza militare degli Stati Uniti, che peraltro non riescono più a vincere una guerra dal lontano 1945. È solo una potenza militare “dissuasiva”, ma che ha un costo enorme per la finanza pubblica americana, il cui debito pubblico è triplicato in dieci anni. Siamo in un mondo pieno di ricatti ed in un sistema che è socialmente, politicamente ed economicamente instabile. Occorre capire e comprendere l’importanza della cooperazione e della stretta alleanza tra capitale e lavoro, da tempo immemore sostenuta dalla dottrina sociale della Chiesa. All’orizzonte, né a destra, né a sinistra appaiono soluzioni valide. Al centro invece è spuntato un terzo polo sostenitore di un “liberalismo sociale, che vuole uno Stato forte in materie fondamentali come la sanità e l’istruzione, salvaguardando la libertà di scelta educativa, ma che non invade la vita dei cittadini”. Si dimentica di dichiarare guerra al capitalismo speculativo, che razionalmente spinse George Bernard Shaw a consigliare l’investimento nell’oro piuttosto che nelle monete di carta. L’Italia, oltre a essere il Paese più bello del mondo può dimostrarsi anche il più intelligente. Una bussola per tutti gli altri, perché il più cristianamente ispirato senza essere clericale o dipendente dal Vaticano. Bisogna prima capirlo, poi volerlo ed infine metterlo in pratica. E prima ancora come ugentino, dobbiamo iniziare ad educarci alla democrazia esercitando ogni diritto costituzionale.

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