31 mila euro pubblici per la gestione di 6 foto trappole fino a giugno 2024

32 mila euro per gestire le fototrappole di ugento
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Alcuni giorni fa sulla nostra pagina Facebook è apparso un video in cui si vedeva un uomo di mezza età che abbandonava diversi sacchi di spazzatura in una località di campagna. Con il nuovo sistema pagato dal comune di Ugento quel signore sarebbe stato beccato e multato con una sanzione di 600 euro che avrebbero contribuito a coprire le spese che il comune sostiene per la bonifica delle tante discariche abusive che continuano a formarsi nelle nostre campagne. O almeno questo è quello che speriamo tutti, perché in realtà molto probabilmente l’avrebbe comunque fatta franca e vi voglio spiegare il perché.

I motivi sono essenzialmente 2:

  • le multe giustamente elevate con questo sistema verranno incassate dalla provincia
  • esiste il serio rischio di vedere tutti i verbali annullati, essendo il sistema non conforme al GDPR

Ma partiamo dall’inizio e proviamo ad approfondire per bene l’argomento. Il comune di Ugento con la determina n°479 del 8 luglio 2022 ha deciso di affidare la gestione di parte delle fototrappole a sua disposizione, precisamente sei, ad una azienda di consulenza esterna, che provvederà a gestirle e stilare trimestralmente un report sui risultati. Per un servizio che in altri comuni viene gestito a costo 0 dalla polizia municipale il Comune di Ugento pagherà 31 446,72 euro iva compresa, concessi in affidamento diretto alla ditta Vitruvio Tech srl di Racale.

il servizio comprenderà:

· GESTIONE DATI: servizio di preconfigurazione, gestione delle immagini, elaborazione report trimestrale, elaborazione immagini e servizio social di diffusione dei risultati;
· DIFFUSIONE INFORMAZIONI ALLA CITTADINANZA: disponibilità ufficio comunicazione e grafica, elaborazione manifesti cartacei;
· INSTALLAZIONE: installazione foto trappole, ricarica e sostituzione batterie; riposizionamento foto trappole; posizionamento di adeguata segnaletica; fornitura SIM con canone compreso, configurazione cloud;
· ASSISTENZA: servizio di teleassistenza e assistenza tecnica telefonica, supporto all’allocazione nel Pef Arera dei costi di servizio, business plane a consuntivo periodico, gestione geo-localizzazione foto trappole condivisa con gli uffici;
· FORNITURA GRATUITA FOTOTRAPPOLE SOSTITUTIVE: fornitura di fototrappole sostitutive in caso di furto o danneggiamento che al termine della convenzione rimarranno di proprietà del comune.

Fa specie segnalare come verrà pagato anche il servizio di diffusione dei dati sui social di una ditta privata perché, come è noto, il Comune di Ugento è sprovvisto di pagine ufficiali di comunicazione istituzionale.

Ma cos’è una fototrappola e come funziona? Si tratta in pratica di una piccola telecamera che può scattare foto o registrare video auto avviandosi grazie all’uso di una fotocellula che segnala il movimento nei suoi pressi. Usate inizialmente per l’avvistamento e il monitoraggio della fauna selvatica, sono ora utilizzate anche nel contrasto dell’odioso fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

Il loro utilizzo è basilare, con la presenza di una scheda di memoria e un bottone per l’accensione dell’apparato. Dotate di batterie più o meno resistenti, vengono installate tramite l’utilizzo di corde o ganci ad alberi, impianti di illuminazione o pali stradali.

La loro manutenzione è altrettanto semplice e basilare, con un operatore che è chiamato periodicamente alla sostituzione della batteria e a prelevare la scheda di memoria su cui sono stati immagazzinati i dati catturati dalla fotocamera.

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Abbiamo per questo cercato di capire di più su questa azienda che così a caro prezzo sta mettendo a disposizione questi servizi. Dopo aver dato un occhiata al loro sito https://www.vitruviosrl.com abbiamo appreso che la società ha due proprietari, uno dei quali è Francesco Causo, già coinvolto nell’iter dell’appalto dei rifiuti di Ugento e per il quale siamo finiti sul portale di confindustria cisambiente dal quale riportiamo:

Francesco Causo è il Presidente Area Rapporti Con Arera e Tariffe appalti

E’ socio amministratore di Vitruvio snc, società di ingegneri prima in Italia per numero di progetti di raccolta differenziata per enti pubblici e soggetti privati, operante nella progettazione e gestione di impiantistica, risanamenti, lavori e servizi nel settore ambientale, principalmente nel campo dei rifiuti solidi urbani. E’ co-founder della start up Storming Srl, società di ingegneria che fonde l’esperienza di Vitruvio snc con quella di altre eccellenze dell’ ingegneria gestionale e ambientale allo scopo di fornire: alla pubblica amministrazione il supporto necessario per l’affidamento e la tariffazione di servizi pubblici locali e pianificare interventi di eco sostenibilità agli operatori privati servizi di ingegneria e consulenza che mirano all’incremento di valore delle gestioni e degli investimenti nel settore ambientale, allo sviluppo delle attività di gestione rifiuti nei mercati comunitari più redditivi e penetrabili. Da aprile 1999  svolge la libera professione di ingegnere nel settore ambientale e della consulenza alle aziende per l’ottimizzazione della gestione dei servizi pubblici ambientali. E’ stato dirigente e responsabile degli uffici tecnici di Comuni, Unione dei Comuni e Ambiti Territoriali per la gestione dei rifiuti. Dal 2006 al 2015 è stato impegnato come amministratore delegato e poi direttore generale di Copertino Multiservizi Spa, società pubblica per la gestione dei rifiuti e di servizi strumentali alla pubblica amministrazione. Nato a Tricase (Le) il 02 dicembre 1973, si è laureato a pieni voti in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio presso l’Università Politecnica delle Marche nel marzo 1999 con tesi in materia di “Ingegneria Sanitaria ed Ambientale”.

fonte: https://www.cisambiente.it/membri/francesco-causo/

Sempre guardando il sito dell’azienda si può apprendere come Ceo di Vitruvio Tech è anche Massimiliano Nenni, eletto nelle file dell’opposizione nel secondo mandato di Donato Metallo con 171 voti. I due ceo guidano un’azienda che sembra procedere a gonfie vele con contratti attivi in diversi comuni di tutta la penisola.

Abbiamo voluto capire perché altri comuni hanno deciso di gestire la questione in maniera diversa, imbattendoci nell’esempio di Salve, che a differenza di Ugento ha deciso di affidare la gestione dell’intero servizio al corpo di polizia municipale, che conta di 5 effettivi nel periodo estivo portati a 3 in quello invernale. Questa decisione nasce dal fatto che i proventi delle sanzioni in campo ambientale spettano alla Provincia e non direttamente al Comune, che in mancanza di una specifica convenzione e/o regolamento si deve far carico solo degli oneri derivanti dalla contestazione fattiva dell’eventuale illecito, con una perdita netta per le casse comunali.

In queste condizioni, quindi, il comune di Ugento si trova a tirar fuori 32 mila euro che mai verranno coperti dall’eventuali introiti delle sanzioni, che qualora non vengano contestate, verranno interamente incassate dall’ente provinciale.

È anche essenziale specificare “qualora non vengano contestate” per via di diversi fattori legislativi, il più importante dei quali sembra essere quello legato alla gestione dei dati secondo la normativa vigente su GDPR. Le registrazioni delle fototrappole, infatti, vengono classificate come dati altamente sensibili e per questo dovrebbero essere trattate secondo un procedimento normato dalla legge, che prevede la presenza di un più figure ufficialmente incaricate quali il Responsabile e il Data Protection Officer (DPO). Vediamo quindi le loro caratteristiche, i diritti e le responsabilità dei soggetti che sono presi in considerazione dal regolamento.

Il GDPR nasce con l’obiettivo di tutelare i dati personali delle persone fisiche che nel Regolamento vengono definite “Interessati del trattamento”.

Il Regolamento conferisce agli Interessati una serie di diritti e garanzie, alcuni dei quali sono stati mantenuti dalla precedente normativa, mentre altri sono stati introdotti ex novo.

I nuovi diritti e le garanzie introdotte dal GDPR sono:

  • il diritto ad essere informati. La persona a cui i dati si riferiscono ha cioè il diritto di sapere in modo chiaro e trasparente chi e come tratta i suoi dati personali;
  • il diritto di accedere ai propri dati personali. L’Interessato può quindi riconoscere in ogni momento quali sono i dati personali trattati dal Titolare, per quali finalità e altre informazioni relative;
  • il diritto alla rettifica, ovvero l’Interessato può chiedere modifiche ai propri dati personali qualora ritenga che non siano accurati o aggiornati;
  • il diritto di revoca, in qualsiasi momento il consenso precedentemente concesso;
  • il diritto di opporsi al trattamento, totalmente o parzialmente (per alcuni specifici tipi o finalità di trattamento);
  • il diritto alla cancellazione;
  • il diritto all’oblio. Il diritto di cancellare informazioni rese pubbliche in passato ma per le quali è venuto meno l’interesse iniziale alla diffusione;
  • il diritto alla portabilità dei dati, che conferisce all’Interessato la possibilità di ricevere i propri dati personali o chiederne il trasferimento tra un Titolare e l’altro.

Sembra chiaro che l’affidamento ad una ditta esterna della gestione di questi dati possa prefigurare una violazione del suddetto regolamento, mettendo a serio rischio la regolarità della documentazione prodotta dalle fototrappole e in più sottoponendo l’ente comunale al rischio di contro querela da parte dei sanzionati, che vedrebbero lesi i loro diritti riguardanti l’uso della propria immagine.

Un esempio di immagine catturata da una fototrappola

Ci sembra altresì chiaro che debba esistere una garanzia contrattuale sull’utilizzo di queste immagini da parte di una società privata, che non essendo un’agenzia investigativa autorizzata dalla prefettura, non avrebbe i titoli per poter prendere visione delle immagini stesse che dovrebbero, per questo, essere consegnate in formato garantito e non consultabile direttamente al responsabile del trattamento dati del Comune di Ugento, che in questo momento risulta essere il segretario generale Dott.ssa Landolfo.

Una questione spinosa e delicata, che sarebbe potuta essere risolta semplicemente optando per la soluzione in-house, che avrebbe comportato oltre che un gran risparmio per le casse comunali, anche la soppressione di molti dei rischi dovuti alla gestione dei dati.

Ancora una volta, quindi, ci troviamo di fronte ad una forzatura fattiva messa in atto solo per poter affidare un servizio ad una società di consulenza esterna, questa volta come tante altre, con base a Racale. Come si suol dire, oltre il danno la beffa.

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