Tutta la storia del museo di Ugento

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Una foto del museo dopo i diversi lavori di ristrutturazione

Il Museo Civico Di Archeologia e Paleontologia ha sede all’interno dell’antico Convento dei Francescani di S. Maria della Pietà, nel centro storico di Ugento.
La struttura venne fatta edificare nel 1430 per volere di Raimondello Orsini del Balzo, Conte di Ugento e fu per lungo tempo luogo di rifugio e preghiera per i Frati Minori Osservanti.
Nel 1866, all’indomani dell’Unità d’Italia e in virtù della legge sulla soppressione delle congregazioni religiose, il monastero viene devoluto al Demanio dello Stato. Nello stesso anno il Comune di Ugento richiede alla Regia Prefettura la concessione dei locali dell’ ex convento da destinare a nuova sede della Caserma dei Reali Carabinieri.
In seguito i locali del cinquecentesco complesso monumentale si trasformano in aule scolastiche e uffici della nuova sede Municipale.
museo salvatore zecca ugentoLa destinazione d’uso cambia di nuovo nel 1968, anno in cui viene istituito il Museo civico di Archeologia e Paleontologia intitolato a Salvatore Zecca, colui che più di tutti volle la realizzazione del museo. Fu lui a rinvenire fortuitamente la statua dello “Zeus stilita” (a Ugento nel 1961 lungo via Fabio Pittore) e a battersi per il riconoscimento ufficiale dell’opera che in seguito sarebbe stata l’icona del nostro paese.
Fino ad arrivare agli anni 2000, quando direttore del Museo a gestione comunale era Walter Zecca, figlio di Salvatore.

Questo fino a febbraio 2011, quando il comune pubblica un bando di gara del valore di 80mila euro e mette al bando il nome di Salvatore Zecca, che da questo momento in poi non apparirà più in nessun riferimento del museo. La gara riguarda l’intera gestione del patrimonio archeologico e storico-culturale del Comune di Ugento: Il nuovo museo di archeologia, il museo Colosso, il complesso monumentale della Cripta del Crocefisso e della Chiesa della madonna di Costantinopoli con annessa area archeologica, il Castello, Palazzo Rovito (bibliomediateca, archivio storico e biblioteca).

Per aggiudicarsi la gestione del patrimonio archeologico, il bando prevedeva che i privati versassero al Comune 10mila euro (più iva) l’anno, per quattro anni. La convenzione fu definita come rinnovabile e poteva durare in tutto otto anni. Il Comune stimò introiti per tre milioni di euro (precisamente 2.960mila euro). Parliamo dunque di un canone di 80mila Euro a fronte di un fatturato previsto di 3 milioni di euro

L’unica ditta a partecipare al bando è lo “Studio di consulenza archeologica” di Paolo Schiavano, a sua volta editore del giornale locale “Lo Scirocco”, da anni vicino agli ambienti del vicesindaco Massimo Lecci.

Sulla gestione del patrimonio archeologico, sono anche state svolte delle indagini da parte della magistratura, a seguito della denuncia proprio dell’ex direttore del museo Walter Zecca. Sull’ultimo bando, si aggiungono poi altri due esposti alla magistratura.

Uno è a firma del comitato “Io Conto”, che tra le tante anomalie riscontrate, si chiede anche a che cosa si riferisca la clausola di risoluzione del contratto, che recita: “Il mancato rispetto dell’indicazione dell’Amministrazione di sostituire personale ritenuto idoneo”. Cioè l’Amministrazione si riserva il diritto di decidere chi dovrà lavorare con la ditta vincitrice del bando, senza che il personale scelto dal Comune passi da graduatorie pubbliche di merito. ‘Io conto’ sottolineava anche, tra le tante stranezze, la perfetta corrispondenza tra i requisiti richiesti dal bando e le attività svolte in sette anni dalle persone che hanno presentato l’unica proposta.

Le attività a cui si riferiva il comitato erano anche quelle di restauro di alcuni beni storici del nostro comune, tra cui il lavori di restauro della cripta del crocefisso, che innescarono una serie di polemiche e denunce che portavano a conoscenza lo stato dei luoghi, a loro dire, peggiorativi rispetto a prima dei lavori.

Furono molti i tecnici a pronunciarsi sul problema dovuto all’umido naturale presente nella cripta che rendeva i suoi affreschi particolarmente brillanti, perchè sempre coperti da una leggera patina d’acqua. Patina che scomparì una volta aperto il passaggio dell’aria ostruito da secoli.

Il secondo esposto alla magistratura invece riguardò la composizione della Commissione giudicatrice: secondo il titolare della ditta Archeo Laboratorio Beni culturali, con sede ad Ugento, i componenti della commissione erano incompatibili a giudicare l’unica proposta presentata a causa delle pregresse attività di collaborazione tra giudicanti e giudicati.

Nonostante tutto questo l’amministrazione di Ugento tira avanti e conferma la concessione dei beni alla società “Studio di consulenza archeologica” che da questo momento in poi disporrà di tutto il patrimonio storico e culturale ugentino fino ad oggi, nonostante la scadenza della concessione rinnovata nel 2015, poi prorogata nel 2019.

Un lasso di tempo in cui altre polemiche si sono abbattute sulla gestione, riguardanti il pagamento delle utenze (di competenza del gestore ma di fatto pagate dal comune) e del canone di locazione che a dire dell’opposizione cittadina non sarebbe mai stato corrisposto al Comune di Ugento. Un fatto ricordato anche da Valeria Carlucci al momento delle sue dimissioni nella passata consigliatura.

Effettivamente abbiamo potuto verificare come:

  • con determina n. 1492 del 26/10/2012 il responsabile del Settore Lavori pubblici e manutenzione del Comune di Ugento ha provveduto alla liquidazione di euro 311,60 euro  a favore della Ditta Kone Spa quale servizio di manutenzione ordinaria dell’ascensore installato presso il Museo Civico di Ugento;
  • con determina n. 1502 del 29/10/2012 il responsabile del Settore Lavori pubblici e manutenzione del Comune di Ugento ha provveduto ad impegnare per gli anni 2012, 2013 e 2014 la somma € 2.492,80 € 2.492,80 € 2.492,80€ 2.492,80 IVA compresa, necessaria al pagamento delle competenze relative al contratto di manutenzione dell’ascensore installato presso il suddetto Museo per il periodo 01.11.2012 al 31.10.2014 (in piena vigenza della concessione tra il Comune e lo Studio di Consulenza Archeologica, che prevede che la manutenzione ordinaria debba spettare al concessionario ex art. 5);
  • con determina n. 841 del 5/7/2013 il Responsabile del Settore Urbanistica e Assetto del territorio del Comune di Ugento ha proceduto a liquidare le fatture presentate dalla Società Enel Servizio Elettrico per il periodo
    marzo e aprile 2013 ricomprendendo, tra l’altro, anche quelle relative al Nuovo Museo Archeologico di Ugento sito in via Roma di Ugento per un importo complessivo di € 980,61 € 980,61€ 980,61 € 980,61 sull’intervento 1050103 CAP. 690 art. 2 “Musei e biblioteche”, del bilancio 2013 in corso di formazione, impegno n° 303/2013 assunto
  • con determina n° 314 del 13.03.2013; con determina n. 1186 del 10/9/2013  il Responsabile del Settore lavori pubblici e manutenzione del Comune di Ugento ha proceduto a liquidare le fatture presentate dalla Società Enel Servizio Elettrico per il periodo giugno e luglio 2013 ricomprendendo, tra l’altro, anche quelle relative al Nuovo Museo Archeologico di Ugento sito in via Roma di Ugento per un importo complessivo di € 3 .107,54 sull’intervento 1050103 CAP. 690 art. 2 “Musei e biblioteche”, del bilancio 2013 in corso di formazione, impegno n° 303/2013 assunto con determina n° 314 del 13.03.2013.

10 anni in cui il sistema museale di Ugento non ha certo brillato: una gestione zoppicante, molte volte improvvisata con personale scarso e con una formazione non idonea, come denunciato da alcune recensioni che si possono trovare sul web.

Sarà forse per questo che il Comune di Ugento il 20 giugno 2019 pubblica l’avviso di manifestazione d’interesse per la gestione del patrimonio museale,  smentendo tutto quello certificato nel precedente bando di gestione con un piano finanziario rivisto che prevede ricavi per 109mila euro l’anno (872mila in 8 anni) a fronte di 106 mila euro di spese annue, previste e normate nel dettaglio nel lungo capitolato d’appalto.

AVVISO_MANIFESTAZIONE_DI_INTERESSE

PIANO_ECONOMICO-FINANZIARIO

CAPITOLATO

Si presentano in 2: oltre il precedente gestore presenta un’offerta la Orione s.r.l. di Maglie, azienda del ramo che ha già in gestione altri musei in provincia. Si insedia per questo una commissione giudicante composta da quattro persone, 3 esperti più un dirigente comunale in qualità di segretario verbalizzante:

  • Prof. Ludovico Solima – Professore Associato confermato in Economia e Gestione delle Imprese
    presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Titolare della cattedra di “Management
    delle imprese culturali” presso il Dipartimento di Economia – Università della Campania “Luigi
    Vanvitelli” (Corsi di laurea magistrale) e Docente di “Turismo e beni culturali” presso il
    Dipartimento di Economia – Università della Campania “Luigi Vanvitelli” (Corso di laurea
    triennale). – in qualità di Presidente
  • Dott. Francesco Palumbo – Direttore di Toscana Promozione Turistica, Esperto designato dalla
    Conferenza Stato-Regioni nel Gruppo di lavoro previsto dall’Accordo per lo sviluppo degli
    strumenti e delle infrastrutture digitali per il turismo in Italia – in qualità di Commissario
  • Arch. Vincenzo Corrado – Funzionario Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per
    le provincie di Brindisi, Lecce e Taranto – in qualità di Commissario 
  • Dott. Alessandro TRESCA – Responsabile del Settore Affari generali ed istituzionali – in qualità
    di Segretario verbalizzante

La commissione così composta aggiudica la gestione alla società “studio di consulenza archeologica” con un punteggio di 84.8 rispetto ai 76 della Orione s.r.l., che aveva comunque presentato l’offerta economica più vantaggiosa.

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Verbale_n._3_del_2020-06-03

A questo punto arriva il covid e la descrizione dei fatti certi si interrompe ed entriamo nel campo delle ipotesi e dichiarazioni delle parti tirate in causa.

Sappiamo solo che il museo chiude dopo le imposizioni ministeriali del primo lockdown per poi non riaprire più.

La posizione ufficiale dell’amministrazione blu è quella espressa prima in una determina del 22 ottobre 2021 e poi nel comunicato stampa del 21 dicembre 2021.

In pratica l’amministrazione di Ugento giustifica il proprio operato spiegando come la responsabilità della chiusura prolungato del museo sia da attribuire all’aggiudicatario, reo di non aver finalizzato l’accordo stipulato in seguito al bando d’assegnazione. Gli uffici avrebbero atteso mesi e dopo innumerevoli richiami si è arrivati alla decisione della revoca dell’aggiudicazione, con la conseguente riassegnazione alla seconda classificata, la Orione srl.

A questo punto non resta che aspettare l’evento che potrebbe mettere un punto fermo in questa storia. Il prossimo 16 febbraio il TAR di Lecce dovrebbe pronunciarsi definitivamente in merito.

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