Maxi truffa all’INPS: si chiude con 4 condannati e 29 assolti a Ugento

Maxi truffa all’INPS: si chiude con 4 condannati e 29 assolti a Ugento

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Quattro condanne e 29 assoluzioni perché il fatto non sussiste, con in più 5 prescrizioni. Si chiude così il maxi processo sulla truffa all’INPS che ha visto coinvolte decine di persone a Ugento. Il giudice monocratico del Tribunale di Lecce, Stefano Sernia, ha inflitto 1 anno e 10 mesi a Cosimo Francesco Santoro, 61 anni, di Ugento; 1 anno e 8 mesi a Barbara Stheli, 59enne, di Ugento; 1 anno e 3 mesi ciascuno a Umberto Rizzo, 65 anni, di Ugento e Alessandra Rizzello, 33enne, residente a Ortelle, tutti con pensa sospesea.

Complessivamente nell’inchiesta, coordinata dall’allora pm della Dda Valeria Farina Valaori e condotta dai militari della Guardia di Finanza di Tricase, erano finiti 71 soggetti .

Figura principale dell’inchiesta era il commercialista di Ugento, Nicola Ozza, 49 anni. Il professionista avrebbe prodotto false assunzioni al fine di far percepire le indennità di disoccupazione poi divise tra i lavoratori e lo stesso commercialista. E così un piccolo autolavaggio era arrivato ad “assumere” 35 persone, la maggior parte donne. Altre anomalie sono state riscontrate in un’impresa edile, un’azienda produttrice di pane e prodotti da forno e in una lavanderia industriale.

Ozza ha poi chiuso il proprio conto con la giustizia nel febbraio del 2019 patteggiando una pena a 3 anni e 6 mesi di reclusione davanti all’allora giudice per l’udienza preliminare Edoardo D’Ambrosio. La sentenza prevedeva anche la confisca della cifra sottratta all’INPS. A comporre il collegio difensivo, gli avvocati Mario Coppola, Francesco Fasano, Marco Macagnino, Veronica Merico, Ezio Garzia, Roberto Bray, Marco Costantino, Giovanni Bellisario, Mascia Cavalera, Silvio Caroli; Giancarlo Sparascio, Davide Spiri, Carlo Scarcia, Enrico Gargiulo e Alberto Ghezzi.

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