Dopo 10 anni di polemiche, il museo di Ugento cambia gestione

Dopo 10 anni di polemiche, il museo di Ugento cambia gestione

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Con determina del responsabile degli affari generali, stamani, è stato ufficializzato il cambio di gestione dell’intero sistema museale di Ugento. Il nuovo gestore sarà la società Orione srl con sede a Maglie.

RITENUTO di dover obbligatoriamente attribuire a tale ripetuto silenzio serbato dall’aggiudicatario un valore giuridico e in tale prospettiva lo stesso non può che essere interpretato alla stregua dei “comportamenti scorretti dell’aggiudicatario che si sono manifestati successivamente all’aggiudicazione definitiva” e che giustificano l’adozione di un provvedimento di revoca in suo danno. Ciò anche in considerazione di quanto disposto dall’art. 32, comma 8, d.lgs. 50/2016 che, allo scopo di tutelare l’interesse pubblico (che in tale prospettiva viene richiamato nell’avviso di avvio del procedimento) alla sottoscrizione del contratto, impedendo comportamenti non corretti e dilatori dell’aggiudicatario, prevede l’obbligo per lo stesso che, decorso il termine entro il quale deve essere sottoscritto il contratto, voglia liberarsi del vincolo assunto con la presentazione dell’offerta, di manifestare tale volontà con la notifica di un apposito atto e, quindi, in maniera espressa ed inequivocabile

DI REVOCARE l’aggiudicazione dei servizi relativi alla gestione dei beni culturali e museali dell’Ente disposta con determinazione n. 470 de1 29/07/2020 in favore del concorrente Studio di Consulenza Archeologica, con sede in Ugento alla via Piave n. 21 – P. Iva 03974430757 e la conseguente determinazione n. 472 del 29.07.2020 avente ad oggetto l’affidamento in via d’urgenza del servizio per l’esecuzione anticipata del contratto sotto riserva di legge;

Un cambiamento che arriva alla fine di un periodo tormentato dalle polemiche, non ultime quelle scoppiate nella recente campagna elettorale. Un provvedimento che non cancella le colpe della precedente amministrazione, che tanto fece per permettere la riassegnazione dei beni alla società “STUDIO DI CONSULENZA ARCHEOLOGICA” di Paolo Schiavano.

Ma l’attuale amministrazione ha ancora uno spinoso tema da affrontare per poter chiudere la partita: in questi 10 anni, infatti, la società aggiudicatrice non ha versato un solo euro nelle casse del comune, nè tantomeno ha provveduto al pagamento delle utenze degli immobili gestiti, con un danno erariale che potrebbe ammontare ad oltre mezzo milione di Euro. Chi pagherà ora questa somma?

Sarebbe anche interessante sapere in base a quale criteri la precedente Amministrazione stilò il bando di concessione e come è potuto succedere che a vincerlo sia stata una società che vanta debiti con il comune e che, a dire della società Orione, non disponeva neanche del codice ateco adatto a parteciparvi.

Un nome, quello di Paolo Schiavano, che rimane comunque legato alla bruttissima vicenda legata a Don Stefano Rocca, prete coraggio diffamato da una vergognosa pubblicità apparsa su “Lo Scirocco”, testata di proprietà dello stesso Schiavano, con direttore responsabile la sorella Chiara, che ricordiamo essere l’attuale direttore responsabile della testata comunale “Ausentum”, lo stesso Ausentum pervenuto in tutte le case degli ugentini ad un mese dalle elezioni per pubblicizzare tutte le opere e i risultati della precedente amministrazione. Collaboratrice di quella testata era anche l’attuale assessore ai beni culturali Chiara Congedi.

Una campagna stampa che ebbe come conseguenza l’apertura di un procedimento giudiziario nei confronti di don Stefano Rocca, finito con l’archiviazione. Ma la conseguenza più importante fu l’allontanamento di Don Stefano da Ugento, in un momento molto particolare della storia del nostro paese, colpito da poco dall’uccisione di Peppino Basile. Solo pochi mesi dopo si sarebbero svolte le elezioni che videro vincere Massimo Lecci.

Furono tanti ad identificare in quella vicenda i veri meriti che hanno poi portato Schiavano alla gestione del Sistema Museale di Ugento, risultata poi fallimentare, se si considera che la previsione iniziale era quella di staccare circa 35mila ticket d’ingresso all’anno: un dato che è risultato essere, nella realtà dei fatti, una chimera.

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