Comunicazione istituzionale o campagna elettorale permanente? Il clamoroso caso dei cittadini protagonisti

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Ugento, a quanto pare, non è più degli ugentini, bensì solo dei cittadini protagonisti e della loro cerchia. Questo è quello che si evince dopo solo pochi giorni dalle elezioni. Il nostro paese infatti, risulta essere l’unico a non utilizzare un canale “istituzionale” per le comunicazioni ufficiale, bensì un canale politico. Oggi, in questo momento, si sta consumando il fatto più clamoroso: il consiglio comunale trasmesso in diretta sulla pagina politica della maggioranza.

Il concetto è chiaro: se vuoi vedere i consigli comunali, devi essere “fan” dei Cittadini Protagonisti, in una campagna elettorale permanente che offende ogni iniziativa dei cittadini che, pur essendo in disaccordo con la linea di governo, intendono investire o intraprendere iniziative di carattere sociale nel nostro territorio.

uno screenshot dalla pagina Facebook “Cittadini Protagonisti.

Eppure Ugento una pagina ufficiale per la comunicazione istituzionale ce l’ha già, ma risulta inattiva da aprile 2019.

Allora come mai non viene utilizzato il giusto canale per la comunicazione istituzionale del nostro comune? I casi sono due: o sono state smarrite le credenziali per amministrare questa pagina e quindi siamo davanti a persone di estrema incompetenza, oppure si fa finta di non sapere e in questo caso staremo parlando di individui incredibilmente furbi.

Per verificare la veridicità di quanto scritto basta fare un giro su facebook e cercare qualsiasi comune d’Italia e potrete verificare con i vostri occhi come gli altri comuni si comportano: esiste una pagina ufficiale dove vengono diffuse tutte le notizie inerenti il territorio, perchè questo sia di tutti e non solo di chi vota il sindaco. Anche i post su manifestazioni o altro non dovrebbero essere diffuse da pagine a carattere politico, denotando lo stile di chi evidenzia questi comportamenti.

la pagina del comune di Taurisano

Ma non è tutto. Esiste anche una questione di carattere normativo. Le riprese dei consigli comunali sono infatti espressamente vietate dalla legge in assenza di un regolamento che le normi (e non ci risulta che il comune di Ugento abbia mai adottato un regolamento in tal senso), cosi come sottolineato anche dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, con un parere che tutti possono leggere utilizzando questo link https://dait.interno.gov.it/pareri/97948.

Come si legge chiaramente : “La giurisprudenza (in particolare, la sentenza n.826 del 16.3.2010 del T.A.R. per il Veneto) afferma che in assenza di un’apposita disciplina regolamentare adottata dall’ente, non possono essere garantiti i diritti previsti dal codice sul trattamento dei dati personali di cui al d.lgs.196 del 2003 e successive modifiche, non essendo consentito al sindaco-presidente estemporanei assensi, alla videoregistrazione.
È stato ritenuto, invece, immediatamente concedibile da parte del Presidente del Consiglio Comunale, nei confronti di emittenti televisive nazionali e locali l’autorizzazione a riprendere, in via non sistematica, gratuitamente e senza diritti di esclusiva, talune brevi fasi delle sedute del Consiglio Comunale in quanto da tale autorizzazione non conseguono obblighi di sorta per l’Amministrazione Comunale quale ‘titolare’ o ‘responsabile’ del trattamento dei personali.
Non sussiste, quindi, un autonomo e indiscriminato diritto a procedere alla registrazione che consenta di superare gli eventuali divieti posti dall’amministrazione.
Sulla materia, anche il Garante per la protezione dei dati personali con nota del 23 aprile 2003 ha ritenuto che l’Amministrazione comunale possa, con apposita norma regolamentare, porre delle condizioni e dei limiti alle riprese ed alla diffusione televisiva delle riunioni del Consiglio Comunale, prevedendo, in quella sede, l’onere di informare preventivamente i presenti nell’aula consiliare dell’esistenza delle telecamere e della successiva diffusione delle immagini, ovvero il divieto di divulgare informazioni sullo stato di salute, nonché le ipotesi in cui eventualmente limitare le riprese per assicurare la riservatezza dei soggetti presenti o oggetto del dibattito.”

Quindi a questo punto le domande sono tante: i consiglieri sono stati informati delle riprese in anticipo? Chi è il responsabile del trattamento dati? A chi è stato affidato questo servizio e perchè? E’ stato pubblicato un avviso pubblico per poterlo selezionare o è stato affidato in assegnazione diretta? Esiste un documento che possa affermarlo? Il soggetto che effettua le riprese viene retribuito?

Non pensiate che questi siano argomenti nuovi per questa maggioranza, che già dieci anni fa provò a bloccare le riprese video dei consigli, con il sottoscritto che fu costretto ad essere scortato dai carabinieri durante il primo consiglio comunale dell’amministrazione Lecci. In quel caso il presidente d’allora Biagio Marchese fu costretto dai fatti a rilasciare un permesso alle riprese a me e altri due soggetti che, in seguito, avrebbero svolto questo servizio.

Uno spregio delle regole fondamentali che governano la democrazia che dimostra ancora una volta il modo di fare di questa maggioranza, che, come espresso anche da diversi suoi esponenti in campagna elettorale, interpreta l’opposizione come un’orpello fastidioso di cui fare a meno. Una minoranza che, speriamo, questa volta vorrà muoversi nelle sede opportune per denunciare questo perdurante malcostume.

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