• Ven. Ott 22nd, 2021

Ancora polemiche ad Ugento: questa volta la contesa è sul borgo.

DiRedazione

Set 22, 2021

Entra nel vivo la campagna elettorale ad Ugento, portando con sé le immancabili polemiche: al centro delle discussioni social sono finiti i lavori di rifacimento di una stradina del centro storico, proprio adiacente alla chiesa di SS. Medici, prossimo fulcro delle festività legate ai santi protettori del paese (i festeggiamenti avranno lugo nell’ultima settimana di settembre).

Le polemiche sono divampate dopo il rifacimento del manto stradale, sostituito, a dire dei molti, con un “indecente” manto di catrame nero. A dire il vero, però, si è trattato di un lavoro di ordinaria manutenzione, con una colata di bitume che si è sostituita a quella vecchia e ormai sgangherata. Certo è che l’impatto visivo non è stato dei migliori.

le foto della strada a lavori appena ultimati.

Fatto sta che sono subito divampate le polemiche, con accesi post su tutti i social network e la solita ondata di sdegno un tanto al chilo, tipica della comunicazione su questi mezzi. Un’ondata di sdegno che sembra aver toccato da vicino anche l’attuale amministrazione comunale, tant’è che oggi, a poche ore dalla fine dei lavori, si è deciso di correre ai ripari con una “tinteggiata” che spera poter essere riparatoria.

Eppure per evitare polemiche inutili sarebbe bastato dare un’occhiata a google maps, che in una foto satellitare mostra l’indicibile verità: quella strada era vergognosa già prima dei lavori. Un fatto che avrebbe dovuto far pensare a come viene inteso il decoro urbano nel nostro paese e come si intendono le azioni più volte pubblicizzate dall’amministrazione comunale. Ma sembra che le polemiche abbiano fatto spostare il focus del problema sul timing dei lavori.

Come già fatto 5 anni fa con l’apertura straordinaria del castello (aperto solo ed esclusivamente quella volta) in molti si interrogano sulla tempestività di lavori effettuati a ridosso delle elezioni. Ma si sa, siamo ad Ugento e questo è normale.

ecco comunque la risposa dell’assessore Meli

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